lunedì 7 agosto 2017

Crostata alle more, ricotta e nocciole - senza cottura

crostata senza cottura

Vivendo in una località turistica di montagna, agosto per noi è sinonimo di tanto, tanto lavoro in negozio. 
Arriverà  in autunno il nostro periodo di vacanza,  per viaggiare, per piccole gite giornaliere ma anche per pigrissime giornata a casa sul divano, alternando giochi con Mark e tantissime puntante delle nostre serie preferite di Netflix.
Il tempo per cucinare d'estate è quindi sempre pochissimo, prepariamo giusto l'essenziale per i pasti principale per noi e naturalmente per il nostro piccolissimo buongustaio.
Ma avevo tantissima voglia di preparare un dolce e considerato anche l'incredibile caldo degli ultimi giorni ho pensato a questa ricetta, una torta veloce che mi evitasse di accendere il forno.
On-line e sulle riviste di cucina si trovano molte ricette simili, ma io  ho un dolcissimo ricordo della prima che ho sperimentato della bravissima di Simona Mirto - Crostata senza cottura alla frutta, le sue ricette sono sempre molto chiare e dettagliate accompagnate  da utilissimi scatti passo a passo.
Era il 7 luglio dell'anno scorso e per il compleanno di Mauro scrivevo su Instagram: "Chissà se sarà l'ultima ricetta preparata con il pancione..."
Ed è stato proprio così perché  il 10 luglio,  dopo 9 mesi e 13 giorni lunghissimi giorni "fuori termine", è nato il nostro piccolo-grande e meraviglioso Mark.


Per quest'estate  ho interpretato la ricetta e reso protagonisti, sia per la crema che per la decorazione, dei frutti di bosco che utilizzo meno rispetto a lamponi e company: le more.
Ho utilizzato per la base di biscotti un eccellenza delle nostra nostra valle il Botìro di Primiero - Presidio Slow Food.
Questa crostata alle more è facilissima da preparare, fresca  e  cremosa, con il suo color lilla così elegante e fantastico da fotografare;)

Ingredienti per uno stampo con fondo apribile da 20/22 cm di diametro

per la base
350 g di biscotti tipo GranCereale
20 g di granella di nocciole 
2 cucchiai di miele 

per la crema
300 g di ricotta
100 g di robiola
100 g di zucchero a velo
150 g di panna
100 g di more

per decorare 
more e granella di nocciole

Tritate finemente i biscotti e la granella. Fate fondere il burro.
Unite biscotti, burro e miele ed amalgamate bene.
Distribuite il composto sullo stampo premendo bene con le mani sul fondo e sui bordi dello stampo.
Riponete in frigorifero minimo 30 minuti.
In una terrina mescolate  la ricotta con la robiola e lo zucchero, fino ad ottenere una crema uniforme.
Montate la panna con le fruste ed unitela al composto.
Tritate con il mixer le more, aggiungete 2 cucchiai di zucchero a velo e unitele alla crema a base di ricotta.
Amalgamate fino ad ottenere un composto dal colore uniforme.
Distribuite sul fondo della crostata e  lasciate riposare in frigorifero un paio di ore.
Prima di servire guarnite a piacere con le more  e la granella.

crostata frutti di bosco

crostata alla ricotta

venerdì 30 giugno 2017

Quaglie ripiene al forno con polenta - fra Veneto e Trentino


Questa è un ricetta è  la mia proposta  per Talent For Food della città di Padova  un primo importante progetto di collaborazione fra  l' Associazione Italiana Food Blogger, di cui faccio parte, alcune aziende alimentari di Confindustria Padova e DIEFFE Accademia delle Professioni.
Uno degli  scopi principali di questa iniziativa  è quello di mettere in contatto le aziende padovane partecipanti con gli associati AIFB di tutta Italia,  facendo chiarezza sul ruolo  che noi food blogger possiamo avere  per la  promozione di prodotti alimentari di qualità,  legati ad un determinato territorio.
La prima parte del progetto prevede un contest  on-line di ricette fra 30 food blogger AIFB, precedentemente preselezionati.
Considerata l'importanza e la serietà del progetto sono felicissima di essere stata scelta.
Ogni partecipante ha ricevuto un cesto con i seguenti prodotti della provincia di Padova:

FARINA DI GRANO TENERO 00 PASTA LINDA  - A&F Agugiaro e Figna Molini
BIRRA ANTONIANA BORGO DELLA PAGLIA, con Mais Biancoperla - Birra Antoniana
GRANULATO VEGETALE senza glutammato aggiunto - Bovis
OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA  VENETO EUGANEI E BERICI DOP - Breca
CAFFE' GLI SPECIALI BRASILDiemme Industria caffè Torrefatti
PROSCIUTTO COTTO  ALTA QUALITA' BONGUSTAIO - Martelli
FARINA DI MAIS FIORETTO GIALLA  -  Molino Rossetto
LIEVITO DI PASTA MADRE ESSICCATA -  Molino Rossetto
FARINA DI GRANO TENERO 1 MACINATA A PIETRA BIOLOGICA - Molino Rossetto 
RADICCHIO ROSSO GRIGLIATO -  Valbona

Per la nostra ricetta dovevamo utilizzare minimo tre dei  prodotti ricevuti, ai quali  abbinare un ingrediente tipico della corte veneta reperito nella nostra zona.
Io ho scelto un tipo di carne che veniva preparata da mia mamma quando ero piccola  in alcune occasioni speciali o festività:  le quaglie. 
Io veneta d'origine e trentina d'adozione, ho studiato Scienza e Tecnologia Agrarie a Padova per cinque anni e, grazie a questo contest, ho avuto l'occasione di  riunire e combinare insieme  in un unico piatto i  prodotti provenienti  dalle diverse zone in cui ho vissuto durante i miei primi quarant'anni.
La cucina per me spesso  è anche questo, la cucina della memoria, della tradizione e delle emozioni.
Tornando alle nostre quaglie, ho scoperto che hanno  una carne  molto magra e  leggera e per questo nelle ricette classiche vengono spesso avvolte in una fetta di pancetta o lardo, che  ho  sostituito con dello  Speck trentino sufficientemente grasso, per poi  farcirle con un ripieno con macinato di carne e Prosciutto cotto Bongustaio di Martelli .Questo prosciutto è  ottenuto da carni mature, cotto lentamente a vapore, tenero e con un sapore naturale,  senza glutine, amidi, proteine di soia, polifosfati e derivati del latte, con ingredienti ed aromi senza OGM,  un prodotto con una filiera tutta italiana garantita, un prosciutto che ho fatto mangiare  serenamente e molto volentieri anche al mio bimbo di quasi un anno.
Come secondo ingrediente ricevuto  ho utilizzato l' Olio extravergine di oliva Veneto Euganei e Berici Dop di Breca , sia per il ripieno che per la cotture.
Un olio extra vergine d'oliva  veneto che non conoscevo,  che mi ha conquistata per il suo sapore dolce, fresco e non troppo intenso.
Per esaltare il sapore delle quaglie quasi a fine cottura ho aggiunto  il Granulato di  Bovis, azienda storica leader nella preparazione di per preparati per Brodo ed insaporitori, l'ingrediente fornito  è senza glutammato aggiunto, senza glutine, senza olio di palma e a basso contenuto di grassi. 
Trovando fra gli ingredienti proposti la farina di mais fioretto di Molino Rossetto, che già conoscevo ed ho utilizzato in passato anche per  preparazioni dolci, ho proposto le quaglie con una classica polenta morbida gialla, anche questa immancabile accompagnamento di carni sia in Trentino che in Veneto.

Ingredienti per 4 persone

4 quaglie pulite ed eviscerate
8 fette di speck del Trentino
04 foglie di salvia
sale e pepe 
1 bicchiere di vino bianco secco
Granulato vegetale  - Bovis qb
03 cucchiai di olio extravergine di oliva Veneto Euganei e Berici Dop  - Brecà

Per il ripieno
100 g di carne macinata finemente
100 g Prosciutto cotto Bongustaio - Martelli
01 uovo 
02 cucchiai di pangrattato
02 cucchiai di Trentingrana DOP
02 cucchiai di olio extravergine di oliva Veneto Euganei e Berici Dop  - Brecà

Per la polenta
200 g  Farina di mais giallo Fioretto -  Molino Rossetto
1 litro d'acqua 
sale qb

Tagliate il prosciutto  a dadini piccolissimi e mescolatelo con la carne, aggiungete la salvia tritata, l'uovo, il pangrattato, il formaggio grattugiato, l'olio di oliva, salate e pepate.
Lasciate riposare in frigorifero.
Fiammeggiate le quaglie sul fuoco per eliminare eventuali piumette residue.
Lavate ed asciugate le quaglie,  riempitele con il composto a base di carne, legate bene le coscette con lo spago da cucina in modo da non far uscire il ripieno.
Avvolgete ciascuna quaglia con 2 fette di speck e una foglia di salvia,  fermandole con un giro di spago.
Per la polenta portate ad ebollizione l'acqua salata, versate quindi a pioggia la farina di mais.
Amalgamate bene e cuocete per 40 minuti continuando a mescolare frequentemente.
Se, durante la cottura, la polenta tende a diventare troppo solida aggiungete dell'acqua calda.
Preriscaldate il forno a 180° in modalità statica.
In una pentola scaldate 3 cucchiai di olio e  rosolate le quaglie per alcuni minuti girandole su i due lati. Sfumate quindi con il vino bianco, salate leggermente e pepate, trasferite le quaglie in una teglia con il loro liquido di cottura ed infornate per circa 30 minuti, girandole un paio di volte ed aggiungendo se seccano qualche cucchiaio di vino. A metà cottura coprite la teglia con della carta di alluminio, cinque minuti prima di terminare aggiungete il granulato vegetale.
Togliete le quaglie dal forno ed eliminate lo spago.
Impiattate la polenta appena pronta nei singoli piatti ed adagiate sopra le quaglie.





lunedì 5 giugno 2017

Crostata al cacao con crema al cioccolato, lamponi e mirtilli


C'era una volta una donna che veniva dal mare e che da alcuni anni abitava in un piccolo ed incantato paese di montagna con il suo meraviglioso bimbo di undici mesi e il suo marito biondo con gli occhi azzurri.
La sua vita scorreva felice e,  anche durante il mese di maggio, per quanto fosse stata presa dal lavoro, dal suo bimbo e da un breve viaggio,  era riuscita a trovare il tempo per la sua passione: il suo blog.
Non aveva rinviato la pubblicazione delle sue ricette a costo di lavorare di notte o di svegliarsi all'alba...
Ecco qui si interrompe la favola;)
Per quanto ami cucinare, fotografare e pubblicare, il tempo per  dedicarmi è un piacere che in alcuni mesi diventa raro.
Maggio è volato via così, troppo veloce, insieme alle nostre prime indimenticabili vacanze insieme, noi tre in Croazia.
Detto questo "bando alle ciance" e vado con la ricetta di questa golosissima crostata, preparata e fotografata appena un mesetto fa...Se aspetto ancora un po' a pubblicarla qui in montagna arriva il tempo di raccogliere funghi altro che frutti di bosco.

Stampo per crostata  - 26 cm di diametro

Per la pasta frolla al cacao
250 g di farina
15 g di cacao in polvere
2 tuorli
150 g di burro
100 g di zucchero a velo
1 bacca di vaniglia

Per la crema ganache al fondente
350 g cioccolato fondente
5 dl di panna
5/6 lamponi

Per la decorazione
200 g di lamponi e mirtilli

Lasciate ammorbidire il burro fuori dal frigorifero, tagliatelo a pezzetti e impastatelo con lo zucchero a velo, aggiungete i tuorli e la polpa di vaniglia.
Disponete la farina a fontana e versate il composto con le uova al centro, amalgamate velocemente gli ingredienti.
Formate una palla e fate riposare in frigorifero almeno 1 ora.
Procedete quindi con la cottura in bianco della frolla:  imburrate ed infarinate la tortiera,  stendete la pasta con un mattarello, adagiatela sullo stampo  rivestendo anche i bordi.
Bucherellare la pasta con i rebbi di una forchetta.
Copritela con un foglio di carta da forno, distribuite sopra dei legumi secchi.
Cuocere in forno preriscaldato a 200° per 20 minuti, togliete quindi i legumi e la carta forno e proseguite la cotture per altri 5 minuti a 180°. Sfornate e lasciate intiepidire.
Per la ganache spezzettate grossolanamente il cioccolato fondente con un coltello e fondetelo a bagnomaria in un pentolino.
Scaldate la panna fino quasi a bollore, versatela quindi a filo sul cioccolato, mescolate con la frusta a mano fino ad ottenere un composto omogeneo.  Togliete dal bagnomaria e lavorate  ancora con la frusta.
Lavate, asciugate e spezzettate i lamponi, uniteli alla ganache,  amalgamate bene ma con delicatezza.
Distribuite la crema sulla crostata e lasciate raffreddare.
Lavate i frutti di bosco, asciugateli con cura e decorate a piacere la vostra crostata,
io ho lasciato mezza crostata solo con la ganache, servendo poi  agli ospiti 2 fettine con e senza i frutti di bosco sopra, con la crema al fondente e lamponi è comunque  irresistibile.




sabato 22 aprile 2017

Grissini intrecciati al rosmarino con lievito madre


Vi devo fare una confessione, io e  il mio lievito madre siamo insieme ormai da più di 2 anni, ma in generale po' per questioni di tempo e un po' per pigrizia lo utilizzo solo  una volta a settimana per preparare delle teglie di pizza deliziose, dei semplici panini o  un filone con farina di segale.
Purtroppo non ho la pazienza di aspettare e calcolare lunghissime e diverse fasi di lievitazione,
inserendole in mezzo  agli impegni quotidiani,  non riesco nemmeno ad ipotizzare delle levatacce notturne per seguire i grandi lievitati.
In questo periodo della mia vita mi basta  il mio  bimbo di 9 mesi a svegliarmi nel cuore della notte  o all'alba quando perde il suo adorato cuccio...
Sono comunque consapevole che quando ho osato avventurami con la mia pasta madre nel mondo delle pieghe e delle lunghe lievitazioni le soddisfazioni sono state grandi.
Nonostante il limitato utilizzo,  nel tempo sì è creato un legame speciale con la mia Pimpa, così si chiama dal primo giorno in cui ci siamo incontrate.
Il rinfresco settimanale è un momento che ha qualcosa di magico, romantico, un rituale che si ripete,  il profumo che si diffonde in cucina è inconfondibile.
Per la giornata nazionale dedicata ai grissini del Calendario del Cibo Italiano ho voluto sperimentare una ricetta  che mi permettesse di provare una lievitazione molto veloce per questa tipologia di lievito.
Al secondo tentativo la consistenza dell'impasto mi ha stupito ed ho deciso di realizzare dei grissini intrecciati.
In genere le ricette di crackers, grissini, piadine, sono classici esempi per utilizzare gli esuberi di pasta madre, ma in questo caso non aspettare di avere pasta madre in eccesso...
Provateli volontariamente al primo rinfresco utile perché sono buoni, profumati, facili da preparare, ideali per gli amanti del lievito madre  un po' pigri come me.

Ingredienti:

200 g lievito madre rinfrescato
200 g farina 0
100 g di semola di grano duro
1 cucchiaio di malto d'orzo (o miele)
120 g di acqua tiepida
10 g di sale fino (2 cucchiani circa)
5 cucchiai di olio extra vergine di oliva
2 cucchiai di rosmarino

Nella ciotola della planetaria spezzettate la pasta madre e scioglietela con una parte dell'acqua. Aggiungete quindi il malto, le farine e il resto dell'acqua e 3 cucchiai d'olio ed iniziate ad impastare.
Unite all'impasto il rosmarino tritato e alla fine il sale.
Impastate fino a quando otterrete un impasto omogeneo e compatto e se necessario aggiungete ancora acqua.
Formate un filone, copritelo con un canovaccio e fatelo lievitare nel forno spento per 3/4 ore.
Prendete l'impasto e stendetelo con un mattarello.
Ricavate con un coltello o una rondella per pizza delle striscioline di 1 cm circa, prendetene 2 alla volta e formate una treccina.
Adagiate i grissini su una placca rivestita da carta forno leggermente distanziati (con le dosi di questa ricette ho ottenuto 2 placche).
Spennellate i grissini con l'olio di oliva rimanente e cuocete a 180° in forno preriscaldato per circa 20/25 minuti,  fino a doratura.
Lasciate raffreddare con la porta del forno aperta.


Con accennato sopra con questa ricetta sono lieta di contribuire oggi alla Giornata Nazionale dei Grissini del Calendario del Cibo Italiano

mercoledì 12 aprile 2017

Crocchette di patate con olive taggiasche, capperi ed acciughe


Le patate, i meravigliosi "frutti della terra" a cui non riesco proprio a rinunciare,
toglietemi tutto ma non le patate. Lo posso dire?  Sono il mio comfort food salato.
Le mangerei in qualsiasi modo e in qualunque momento della giornata,  che siano fritte, lesse o saltate in padella, quando inizio a mangiarle non riesco a smettere fino a quando sono finite.
Avete presente quando in Forrest Gump Bubba inizia a parlare di gamberi?
Ecco  per le patate potrei farvi un'elenco infinito di come possono essere cucinate e preparate in mille modi diversi...Tranquilli evito per questa volta;)
Questa ricetta con le patate è  molto semplice ma sfiziosa ed è nata per caso.
Avevo delle buonissime patate di montagna da finire ed ho controllato cosa c'era in frigorifero:
olive taggiasche, acciughe e capperi..Degli  ingredienti perfetti da amalgamare insieme con le adorate patate, ecco così semplicemente sono nate queste crocchette speciali.

800 g di patate
100 g di olive taggiasche sott'olio denocciolate
25 g di capperi sotto sale
15 g di acciughe sott'olio
1 mazzetto di prezzemolo
pangrattato
2 cucchiai di farina di mais giallo 
olio di semi
sale e pepe 

Lavate le patate senza togliere la buccia.
Mettete le patate in una pentola con acqua fredda e portate lentamente a bollore, cuocete per circa 25/30 minuti
Scolatele, sbucciatele e passatele con  un schiacciapatate.
Sgocciolate le olive taggiasche dall'olio e dividetele a metà.
Lavate i capperi in acqua corrente e poi lasciateli immersi solo 5 minuti in aceto di vino.
Tritate insieme nel mixer metà delle olive, i capperi, il prezzemolo e le acciughe.
Unite questo composto alle patate, amalgamate bene, aggiungete sale e pepe.
Mescolate il pane grattugiato con la farina fioretto. 
Prendete delle piccola quantità del composto e formate delle palline con le mani infarinate,
inserire al centro un'oliva taggiasca intera,  rigiratele quindi  nella panatura.
Mettere sul fuoco una piccola casseruola con l'olio, attendere che arrivi al temperatura corretta.
Immergete le crocchette con la schiumarola, poche alla volta.
Quando saranno dorate  scolatele bene, adagiatele su carta assorbente o da fritti e salate leggermente. 
Servite calde o tiepide, sono ideali per un originale aperivo in compagnia.

venerdì 24 marzo 2017

Cheesecake al cappuccino

Questo weekend frequenterò  un attessisimo tanto desiderato corso di food Photography a Trento, rientrerò solo per cena, ed oggi vado un po' di fretta visto che devo ancora sistemare molte cose a casa per Mauro e  Mark (che rimane a farsi coccolare e viziare dalla nonna).
Il mio simpatico;P fratellino inoltre  mi rimprovera  che spesso sono un po' prolissa...
Quindi, anche se non è il mio stile, vado veloce, veloce alla mia ricetta.
E' una cheesecake deliziosa che avevo già preparato 2 anni fa, la ricetta l'ho trovata su "Il Meglio di Sale e Pepe -  Dolci e salati da te e caffè"
Come al solito ho fatto qualche piccola modifica,  se non ci metto del mio non sono contenta;)
Vi anticipo che la consistenza è meravigliosa, nonostante la  lunga cottura rimane cremosa e vellutata, poi il contrasto fra l'amaro del caffè e il  dolce della panna ti conquista...

martedì 7 marzo 2017

Zuppa di cavolo nero e ceci con speck croccante - ricordi toscani


Cucinare, l'ho già scritto, per me è un po' viaggiare.
La settimana scorsa presso un supermercato biologico a Montebelluna, ho trovato del freschissimo cavolo nero, nella nostra zona lo trovo raramente e appena l'ho visto non me lo sono fatto sfuggire.
Le ricette con il  meraviglioso vegetale dal colore verde scuro brillante, del quale adoro il sapore, mi riportano sempre  alla romantica Toscana.
Fra i  miei ricordi più "recenti" ci sono tre brevi viaggi indimenticabili. 
Il più lontano, la gita del quinto anno del corso di laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie.
Ricordo la meravigliosa passeggiata fronte Tirreno, l'incontro con i butteri e i loro maestosi  cavalli maremmani, le serate nell'appartamento dell'agriturismo in Maremma,  a chiacchierare e a scherzare fino a notte fonda, degustando vini e prodotti tipici acquistati presso le aziende che abbiamo visitato.
Circa 3 anni dopo, ho frequentato  un master in  marketing dell'impresa vitivinicola a Conegliano, lì ho conosciuto una brillante ragazza dagli occhi azzurri. Io e ed Elisa siamo subito diventate amiche e, da responsabili studentesse, dove potevamo approfondire la formazione se non passando alcuni giorni a Montalcino?

martedì 21 febbraio 2017

Gnocchi di patate e rape rosse con maggiorana e limone

Dieci giorni fa  sono andata a Jesolo dai miei con il piccolo, era da prima delle festività che non li vedevamo, un mese e mezzo...
Appena arrivati,  mentre scaricavo la macchina "fantozziana" piena di qualsiasi cosa possa servire ad un bimbo di 7 mesi (come se fossimo andatati in un paese dimenticato da Dio), mia mamma ha detto a Mark che aveva appena preso in braccio: "Sai che hai proprio una brava mamma"?
Non so se voleva  che sentissi,  ma quelle poche e dolci parole mi hanno fatto commuovere, fino a quel momento non sapevo nemmeno io di averne tanto bisogno.
Perché  se essere una brava mamma è difficile, capire se stai facendo bene è impossibile soprattutto durante i primi mesi,  fa veramente bene al cuore sentirselo dire ogni tanto, anche se chi te lo dice è  sinceramente di parte, come solo una mamma sa essere.
Mia mamma, avendo avuto un attività in proprio con mio padre,  ha sempre lavorato moltissimo e  quando eravamo bimbi aveva pochissimo tempo  per stare con noi.
Ho pochi ricordi della mia infanzia in cucina con lei, in uno di questi abbiamo preparato insieme degli gnocchi di patate e li abbiamo poi  conditi con un delizioso sugo d'anatra.
Ora che è in pensione è un ottima e velocissima cuoca, riesce in meno di un'ora a preparare un pranzo delizioso per 8 persone anche con pochissimi ingredienti.

lunedì 16 gennaio 2017

Cubotti di cioccolato fondente con frutta secca


"CIOCCOLATINI" di Joëlle Néderlants è una libro che mi è stato regalato a Natale due anni fa'...
Da moltissimo tempo desidero quindi realizzare e pubblicare una ricetta tratta da questo libro,  finalmente sabato mattina ci sono riuscita, ho scelto forse la ricetta più semplice ma non per questo meno deliziosa, la consistenza sorprende perché al taglio il cioccolato è più morbido di una tavoletta e per questo ancora più goloso.
Non sono necessari stampi particolari per cioccolatini, è sufficiente una piccola teglia (io ho utilizzato uno stampo da plumkcake da cm 25) ed un po' di pazienza in quanto bisogna attendere che il cioccolato si solidifichi. Ho fatto qualche leggera variazione alla ricetta originale, diminuendo il latte condensato ed eliminando le scaglie di fleur de sel che non avevo. Per quanto riguarda la frutta secca potete utilizzare quella che preferite, per esempio anche solo con nocciole e pistacchi.